Alex Persoglia
tenore italo-argentino
Mi piace l’immagine dell’attesa dell’alba, paragonata al lavoro con il Maestro: all’inizio il cammino sembra sfuggente, quasi impercettibile, come il primo chiarore dell’alba che lentamente squarcia l’oscurità, eppure, anche se appena accennato, ti colpisce subito profondamente. Ogni passo in questo cammino è un’attesa paziente, un processo che si sviluppa nei tempi giusti per ciascun allievo. Non è mai forzato, ma è invece progressivo e naturale, proprio come il sorgere del giorno. Man mano che il cammino si fa più profondo, la luce cresce, diventando sempre più chiara, definita e intensa fino a che ogni dettaglio prende forma, ogni immagine nitidezza e ogni dubbio si dissolve lasciando spazio solo alla bellezza e alla purezza di quest’Arte sublime.
Sotto la guida del Maestro D’Annunzio, tutto ha trovato per me un senso. Il suo approccio all’arte del canto, fedelmente radicato nei principi della grande tradizione vocale italiana, rappresenta un affascinante e complesso mondo da scoprire.
La musica è un Arte sonora ed è proprio nella ricerca e nella cura della giusta qualità di suono che risiedono tutte le soluzioni a tutti i dubbi tecnici ed estetici. E sotto la guida esperta del Maestro, il raggiungimento della piena consapevolezza e padronanza vocale diventa un obiettivo certo, un traguardo che si realizza con precisione, dedizione, costanza e naturalezza.
Sono convinto che l’instancabile impegno del Maestro nel tramandare una tradizione che oggi è quasi dimenticata, o peggio, falsamente insegnata in maniera completamente distorta, sono la luce che un giorno restituirà vita alla vera Arte del canto.
Dialoghi D’arte
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