Eva

Eva Giannopoulou

soprano greca

Dopo diversi studi e produzioni in Teatro in Grecia, a Detmold e a Vienna, ho avuto la grande fortuna di incontrare Luca D’Annunzio: un Maestro che ha avuto un’influenza significativa sul mio percorso da cantante. La sua guida, con la sua saggezza e sensibilità, mi ha permesso, e continua a permettermi ogni giorno, di crescere profondamente come artista e come persona.

Oggi viviamo nell’era dell’immagine, come dice il proverbio: «un’immagine vale più di mille parole”… ma, direi che anche un suono può darci mille informazioni. L’orecchio, infatti, non è solo l’organo che ascolta, ma colui che percepisce, analizza e restituisce al cervello informazioni fondamentali. In un mondo saturato di suoni e rumori, troppo spesso non siamo in grado di cogliere la profondità di questa sua capacità; anzi, in molti casi si preferisce non ascoltare con attenzione. Eppure chi è veramente capace di ascoltarlo sensibilmente e comprenderne tutte le sfumature?

Questo è uno degli aspetti più significativi e fondamentali della Scuola del Maestro Luca D’Annunzio, dove l’ascolto diventa un atto consapevole, un’arte raffinata che va oltre la semplice percezione.

Il Maestro mi ha aperto nuovi orizzonti di quest’Arte affascinante, dove la ricerca della bellezza del suono, ricopre il ruolo fondamentale, si veste di migliaia di colori e racconta infinite storie. Ho scoperto la libertà, ho preso coscienza del mio corpo e ho imparato ad ascoltare la mia voce.

Eva

Eva Giannopoulou

soprano greca

Dopo diversi studi e produzioni in Teatro in Grecia, a Detmold e a Vienna, ho avuto la grande fortuna di incontrare Luca D’Annunzio: un Maestro che ha avuto un’influenza significativa sul mio percorso da cantante. La sua guida, con la sua saggezza e sensibilità, mi ha permesso, e continua a permettermi ogni giorno, di crescere profondamente come artista e come persona.

Oggi viviamo nell’era dell’immagine, come dice il proverbio: «un’immagine vale più di mille parole”… ma, direi che anche un suono può darci mille informazioni. L’orecchio, infatti, non è solo l’organo che ascolta, ma colui che percepisce, analizza e restituisce al cervello informazioni fondamentali. In un mondo saturato di suoni e rumori, troppo spesso non siamo in grado di cogliere la profondità di questa sua capacità; anzi, in molti casi si preferisce non ascoltare con attenzione. Eppure chi è veramente capace di ascoltarlo sensibilmente e comprenderne tutte le sfumature?

Questo è uno degli aspetti più significativi e fondamentali della Scuola del Maestro Luca D’Annunzio, dove l’ascolto diventa un atto consapevole, un’arte raffinata che va oltre la semplice percezione.

Il Maestro mi ha aperto nuovi orizzonti di quest’Arte affascinante, dove la ricerca della bellezza del suono, ricopre il ruolo fondamentale, si veste di migliaia di colori e racconta infinite storie. Ho scoperto la libertà, ho preso coscienza del mio corpo e ho imparato ad ascoltare la mia voce.

È un viaggio certamente impegnativo, ma per me è un grande sollievo sapere di essere nelle mani giuste, sotto una guida saggia, esperta e sicura. È un cammino dove i frutti maturano lentamente, giorno dopo giorno, e la voce cresce, si espande e fiorisce.

Concludo con un pensiero tratto dai versi immortali di C.P. Kavafis nella sua poesia «Ithaka», rivolgendomi ai giovani che desiderano intraprendere lo studio del canto: non arrendetevi, siate pazienti e costanti, perché sotto la giusta guida, sarete ricompensati con i frutti del vostro impegno.

Se ti metti in viaggio per Itaca augurati che sia lunga la via,
piena di conoscenze e d’avventure.
Non temere Lestrigoni e Ciclopi
o Posidone incollerito:
nulla di questo troverai per via
se tieni alto il pensiero, se un’emozione
eletta ti tocca l’anima e il corpo.

[…]

Tienila sempre in mente, Itaca.
La tua meta è approdare là.
Ma non far fretta al tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni;
e che ormai vecchio attracchi all’isola,
ricco di ciò che guadagnasti per la via,
senza aspettarti da Itaca ricchezze.

Itaca ti ha donato il bel viaggio.
Non saresti partito senza lei.
Nulla di più ha da darti.
E se la trovi povera, Itaca non ti ha illuso.
Sei diventato così esperto e saggio,
e avrai capito che vuol dire Itaca.

È un viaggio certamente impegnativo, ma per me è un grande sollievo sapere di essere nelle mani giuste, sotto una guida saggia, esperta e sicura. È un cammino dove i frutti maturano lentamente, giorno dopo giorno, e la voce cresce, si espande e fiorisce.

Concludo con un pensiero tratto dai versi immortali di C.P. Kavafis nella sua poesia «Ithaka», rivolgendomi ai giovani che desiderano intraprendere lo studio del canto: non arrendetevi, siate pazienti e costanti, perché sotto la giusta guida, sarete ricompensati con i frutti del vostro impegno.

Se ti metti in viaggio per Itaca augurati che sia lunga la via,
piena di conoscenze e d’avventure.
Non temere Lestrigoni e Ciclopi
o Posidone incollerito:
nulla di questo troverai per via
se tieni alto il pensiero, se un’emozione
eletta ti tocca l’anima e il corpo.

[…]

Tienila sempre in mente, Itaca.
La tua meta è approdare là.
Ma non far fretta al tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni;
e che ormai vecchio attracchi all’isola,
ricco di ciò che guadagnasti per la via,
senza aspettarti da Itaca ricchezze.

Itaca ti ha donato il bel viaggio.
Non saresti partito senza lei.
Nulla di più ha da darti.
E se la trovi povera, Itaca non ti ha illuso.
Sei diventato così esperto e saggio,
e avrai capito che vuol dire Itaca.

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