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Rubén Rodríguez

tenore spagnolo

È stato il maestro Stefano Landi, compositore di La morte d’Orfeo, che nel XVII secolo parlò per la prima volta di “artificio tecnico”. Le crescenti esigenze delle opere primogenite dello stile recitar cantando, sottomettevano i cantanti a corsi di rigorosi e prolungati studi di emissione del suono, poiché non era sufficiente contare su una dote vocale di qualità. Così operano gli altri stili vocali nella storia, richiedendo ai cantanti una vocalità ogni volta più raffinata, virtuosa e espressiva, capace di adattarsi ai requisiti estetici di ogni epoca e di ogni compositore.

Che cosa è successo con questa tradizione e con la metodologia di quel tempo? Oggigiorno molti alunni delle scuole e dei conservatori, terminano la loro formazione accademica, concepita come una somma di materie regolamentate, senza aver ricevuto nessuna educazione su come affrontare la carriera professionale; ciò che comporta fatica, problemi tecnici di tutte le tipologie, scelte di repertorio inadeguato, ecc.

Luca D’Annunzio è un maestro di canto che rende onore alla vecchia scuola italiana. È un pedagogo che educa la voce dei suoi alunni con il fine di svelare la loro vera identità canora, senza nessun artificio.

È un compito che richiede disciplina e molta pazienza, però che si rende inevitabile per tutti coloro che vogliano dominare i propri mezzi a livello muscolare e auditivo, condizione sine qua non per essere un artista completo. Il maestro D’Annunzio è un vero intenditore del suono in tutte le manifestazioni foniche, questo è quello che gli permette di portare la voce di ciascun alunno al massimo delle possibilità per quanto riguarda la bellezza.

Dialoghi D’arte

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