Enrico Delle Sedie

Dei movimenti della laringe I

Abbiamo constatato che per ben cantare è necessario dare alla voce un timbro sempre flessibile, omogeneo ed ampio.

L’ascensione della laringe nelle note acute, non può essere favorevole a questa emissione del suono vocale. Senza entrare in dissertazioni più estese, mi limiterò a spiegare l’uso pratico della mia teoria.

Ammesso che la lingua spinta in avanti determini l’elevazione della laringe, eseguite questo movimento emettendo un suono acuto, e riconoscerete che il suono prodotto acquista un timbro acuto, serrato e duro.

Durante la continuazione di questo medesimo suono, applicatevi a trarre indietro la lingua per frazioni regolari. L’abbassamento della laringe vi farà riconoscere un cambiamento progressivo nel timbro della voce, rendendola morbida, flessibile e larga.

La medesima esperienza, eseguita senza gradualità, produrrebbe due vocali distinte: la prima serrata e secca, la seconda larga e morbida.

L’applicazione di questa teoria nel senso inverso, in rapporto ai suoni gravi, darà risultati identici: il suono emesso con la laringe abbassata sarà opaco ed oscuro, mentre con la laringe alta sarà vibrante, larga e flessibile.

Secondo l’esperienza, il cantante deve applicarsi a far discendere la laringe nei suoni acuti, ed a farla rimontare per ottenere i suoni gravi.

L’abbassarsi e l’inalzarsi della laringe deve operarsi per gradazioni congiunte in conformità ai gradi della scala.

Testo estratto da Estetica del canto e dell’arte melodrammatica, Enrico Delle Sedie, Livorno, 1885.

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