Enrico Delle Sedie: Sull’arte di abbellire o variare la melodia
Reicha, dopo aver spiegato il modo corretto, semplice, espressivo e nobile col quale si cantava ai tempi di Palestrina, Allegri, Corelli, Haendel, Leo, Durante, Marcello e Jomelli. […]
Reicha, dopo aver spiegato il modo corretto, semplice, espressivo e nobile col quale si cantava ai tempi di Palestrina, Allegri, Corelli, Haendel, Leo, Durante, Marcello e Jomelli. […]
Il canto non risponderebbe alle esigenze dell’arte se una composizione musicale mancasse della espressione a lei conveniente, ovvero ne avesse una male appropriata.
L’artista di canto non può esprimere colla dovuta verità i sentimenti della composizione musicale se non ha imparato a mettere le inflessioni della sua voce in armonia col pensiero.
La musica istrumentale e la musica vocale son soggette alle leggi imperiture dell’imitazione; l’una completa l’altra, ed amendue, sieno unite o separate, non fanno che riflettere la natura.
Il punto d’appoggio sulla voce si potrà spostare solo per esprimere sentimenti particolari, come, per esempio, il singhiozzo della disperazione che si caratterizzerà perfettamente, appoggiando la voce in gola; come pure si otterrà agevolmente l’accento delle lacrime o di qualunque altro sentimento patetico dell’anima, portando la voce alle fosse nasali.
Il cantante che abbia a cuore di rendersi vero interprete della musica che ha da cantare, deve avvezzarsi fino dal principio a studiare in un pezzo il carattere e lo stile.
Scopo delle lezioni precedenti fu quello di mettere l’allievo in grado di disporre con sicurezza ed a suo agio dell’organo vocale, e cosi di potersene servire giudiziosamente per esprimere colle inflessioni della voce i diversi sentimenti e le varie passioni.
Ai cantanti che si dedicano ai concerti raccomando di non gesticolare mai: il gesticolare durante i singoli pezzi è di pessimo gusto, non solo, ma dà fastidio all’ascoltatore. […]
Mi hanno chiesto spesso del modo in cui studio i ruoli. Supponiamo che si tratti della parte che amo tanto, quella del Werther. Quando l’impresario mi fece balenare per la prima volta la possibilità di interpretare questo personaggio, ne fui deliziato. […]