Amelita Galli-Curci: L’essenziale fondamentale
Nessun cantante può raggiungere una vera distinzione senza la più rigorosa autodisciplina e un duro lavoro.
Nessun cantante può raggiungere una vera distinzione senza la più rigorosa autodisciplina e un duro lavoro.
Non infastidirò il benevole lettore con una descrizione analitica delle parti formanti gli organi vocali e respiratori. Nello stesso modo che poco importa all’istrumentista l’indagare quali sieno le cause della formazione fonica del suo strumento, così pure il cantante può evitare l’inutile e fastidioso studio della conoscenza scientifica ed anatomica dell’apparato vocale.
Quando la emissione non è corretta può essere a causa di un respiro non bilanciato, un dosaggio o controllo della fuoriuscita di fiato non accurato o inadeguato per sostenere la posizione del tono stesso, quello che induce il cantante di fare ricorso ad un grosso sforzo muscolare…
Le corde vocali, adunque, rappresentano il corpo vibrante produttore della voce. La corrente dell’aria che esce dai polmoni, attraversando la trachea, rappresenta la forza, la quale deve porre in vibrazione il corpo vibrante. […]
Nella voce si fanno distinzioni di intensità, di tonalità, di metallo, di agilità, di resistenza. Per ottenere tali effetti vi ha un mantice – il polmone – che dà l’aria occorrente a destare le vibrazioni sonore nel pomo d’Adamo – laringe -, ed una cassa armonica costituita dalle fauci e dalla cavità del naso e della bocca. […]
Vorrei sottolineare l’importanza della forza e dello sviluppo fisico nell’esercizio dell’arte vocale. Non dobbiamo dimenticare che tutto il nostro corpo è uno strumento e che dipendiamo dalla sua intera disposizione per l’esercizio del canto. […]
L’atto della respirazione è composto da due tempi regolari e ritmici: quello dell’inspirazione e quello dell’espirazione, con la rispettiva dilatazione e contrazione dei polmoni. […]
Sono passati quasi due secoli da quando la respirazione applicata al canto trovò il suo punto più alto di sviluppo, evolvendosi di pari passo con i bisogni spinti dall’emissione del suono e questa, a sua volta, dai nuovi vestiti del dramma, che in pieno romanticismo, necessitavano degli organi responsabili della vocalità e della respirazione di un potere e di una fermezza fino ad allora ineguagliati dai precedenti stili vocali. […]
Per la produzione del suono colla voce, abbiamo visto che il diaframma colla sua pressione sui lobi inferiori dei polmoni, diventa causa primiera della sua produzione. Quest’azione di usare del diaframma per la espulsione dell’aria dai polmoni si chiama respirazione diaframmatica, la quale io reputo la più giovevole di tutte, perchè lascia completa libertà alla laringe, ove risiede il fenomeno della vibrazione delle corde vocali. […]
Il corpo vitale della voce è l’aria. Senz’aria non si respira, senza respiro non si canta. E non si vive. Dire dunque che l’aria é il corpo vitale della voce, non è oziosa né speciosa affermazione. Saper respirare è saper cantare. […]