Giovanni Battista Mancini
Della posizione della bocca II
Sono le false posizioni di bocca moltissime: ne esporrò le più comuni e darò poi in fine quella regola, che a mio credere, è la più certa della vera posizione di bocca.
Si sono osservati molti giovani che al sentirsi dire replicatamente aprite la bocca, l’aprono in guisa, che quasi vedreste in alcuni come aprirsi un piccol forno in bocca, ed in altri quasi tanti mascheroni di fontana, ne più, ne meno; ma se questi tali per inala sorte s’incontrano in un maestro imperito, che non sappia correggere, non potranno mai da se soli accorgersi, che lo sregolato aprimento di bocca gli riduce e ritorna la voce in gola; e tanto meno potranno poi avvedersi, che le fauci restando così tese, verrà in conseguenza tolta alla voce quella naturale chiarezza tanto necessaria, perchè dall’organo facile ne esca la voce. Quindi se resta la mala ideata situazione di bocca nello scolare inemendata, canterà il poverino, ma con voce affogata, cruda e pesante.
Se ne sono osservati degli altri al contrario, i quali credendo di ben situare la bocca, l’aprono, ma l’aprono appena, le danno rotonda la forma, e per colmo del errore agguagliano la lingua alle labbra. Questa posizione di bocca produce tre pessimi effetti: primo in metter la voce in aria, la porta in gola; secondo, fa che si canti col naso; terzo fa proferire da scilinguato. La ragione che dà l’esperienza, si è, che nel primo caso non essendo la giacitura della lingua nel suo luogo naturale, non può l’uscita della voce esser sonora, perchè urta nel palato e resta strozzata in gola. Nel secondo vale la ragione stessa, perchè restando per la grossezza della lingua impedita l’uscita della voce, oltre il difetto della gola, acquista il vizio del naso. Nel terzo caso finalmente è troppo naturale, che pronunziando con l’ingrossata lingua, ne deve necessariamente nascere l’inconveniente di proferire da scilinguato.
Moltissimi poi sono quelli, che cantano a denti chiusi e serrati. Il cantare fra’denti è il massimo fra i difetti; difetto che totalmente tradisce la voce, poichè non lascia udire la sua estensione e non si può con nettezza e con chiarezza articolar le parole.
Ora tali difetti di bocca una volta introdotti in un giovane, si rendono come moralmente inemendabili; difetti che deturpano la voce perchè essendo, a parer mio, la bocca maestra direttrice e regola della voce; in quella maniera che si situa la bocca e in quella guisa che si forma, risuona la voce; ma deve essere accompagnata dalla forza naturale del petto e dalla diritta posizione della gola, come vedremo in appresso. Quindi è che saranno sempre inutili tutte le correzioni de’ maestri che gridano dicendo: Voi aprite troppo la bocca; e voi troppo poco; voi poi cantate fra’denti. Dica il maestro precisamente le regole e gli mostri qual’è la vera e perfetta posizione di bocca.
Testo estratto da Metodo per ben insegnare ed apprendere l’arte del cantare, Giovanni Battista Mancini, Firenze, 1807.
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