Giovanni Battista Mancini

Della posizione della bocca I

Queste regole della posizione della bocca che io vi espongo, sono ricavate da i migliori maestri, a goccia a goccia e dalla sola e nuda esperienza di molti anni. Dei difetti e delle false posizioni di bocca, talvolta ne sono colpevoli anche i maestri. E quanto a questi il primo precetto per chi si mette nell’impegno d’insegnare e fare il maestro di canto, si è che non imprenda ad istruire se prima non si conosce fornito di quei doni di natura e di quelle cognizioni, e sapere, che formano perfettamente un maestro. Egli deve avere una penetrante cognizione nel conoscere nello scolare tutti i difetti, ed un profondo sapere per saperli correggere ed emendare. Il dono poi di natura più necessario di un maestro si è una buona comunicativa, con la quale possa partecipare allo scolare le regole dell’arte nella maniera più facile e più piana; dono di cui non fu liberale la natura a tutti e che durissima cosa e rara si è l’acquistarlo con lo studio.

Tre sono i difetti comuni, in quanto alla posizione della bocca. Il primo difetto si è di aprir male la bocca. Sembra a prima vista il più facile a correggersi, ma questo difetto, quantunque il più comune non è il più facile ad esser corretto. La prima cosa che un maestro dice allo scolare continuamente è: aprite la bocca e crede così di aver soddisfatto al suo dovere; no a mio giudizio; conviene spiegare con grazia al giovine inesperto e principiante qual sia precisamente la vera posizione della bocca; ed è necessario che il maestro glielo spieghi più e più volte, essendo questo il principal punto dell’insegnamento.

Conviene che sul principio l’allievo apprenda e sappia aprir la bocca bene, e sappia aprirla secondo le regole e non a sua voglia. Io valuto moltissimo questo saper bene aprire la bocca in un principiante e saper bene situarla; imperciocchè, siccome da questa proviene la chiarezza della voce e la nettezza dell’espressione; cosi per il contrario la posizione difettosa della bocca vizia assolutamente la voce, rende disgustosa la cantilena, ridicolo il cantante e ributtante per l’aggiunta della scocciatura del volto.

Testo estratto da Metodo per ben insegnare ed apprendere l’arte del cantare, Giovanni Battista Mancini, Firenze, 1807.

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