Enrico Caruso: Il valore del lavoro
ENRICO CARUSO! Il solo nome evoca l’immagine del più grande tenore operistico della sua generazione per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo e vederlo interpretare uno dei suoi numerosi ruoli.
ENRICO CARUSO! Il solo nome evoca l’immagine del più grande tenore operistico della sua generazione per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo e vederlo interpretare uno dei suoi numerosi ruoli.
Oggigiorno si osserva un netto allontanamento del mondo musicale dal canto di coloratura. Sembra infatti che ciò che il pubblico desideri davvero sia l’interprete-attore: un cantante drammatico capace di rappresentare, con voce, gesti e azioni, la passione e le emozioni contrastanti che emergono nella costruzione di un personaggio moderno.
Pensiero, volontà, coscienza e sensibilità collaborano nello sviluppo dell’essere, impegnato nello sforzo di compenetrazione con l’opera d’arte.
Tutte le Arti, e tutte le Scienze ci offrono l’imponente spettacolo di un progresso costante verso una perfezione veramente assoluta, però è rincrescevole che in questo mirabile accordo dell’umana intelligenza si debba deplorare la presenza di una dissonanza tanto spesso ripetuta. […]
Ben di sovente fu detto, nulla darsi di più effimero della gloria de’ virtuosi, ed in ispecial guisa di quella de’ cantanti, e che un filosofo ha giustamente definito non essere, che una nuvoletta di fumo, la quale fa piangere.
Non ho la pretesa che un cantante, studiando questo mio libro riesca meglio di quello che potrebbe studiandone un altro, però credo che per l’ordine dello studio, per il modo con cui ho esposto le nozioni dell’impostazione e dell’emissione della voce, e in generale per i principi sui quali ho basato lo studio del canto, possa essere utilissimo, in ispecie agl’insegnanti, e servire come guida nell’educazione della voce.
La musica istrumentale e la musica vocale son soggette alle leggi imperiture dell’imitazione; l’una completa l’altra, ed amendue, sieno unite o separate, non fanno che riflettere la natura.
Ecco certamente una questione bruciante che agita il mondo musicale dal giorno in cui il do di petto usci per la prima volta dalla gola di Arnoldo nel Guglielmo Tell di Rossini; di quest’uomo di genio che ha incominciato la sua splendida carriera nella città che ora abitiamo, al teatro S. Moisè, a due passi dalla casa dove queste linee scriviamo.
Noi ci prendiamo la gran libertà di rivolgere questo capitolo ai medici, la cui precipua cura è di trattare le malattie della laringe e degli organi respiratorii.
Altrettanto è avvenuto della voce. Destinata alla manifestazione delle idee per mezzo del semplice discorso, essa mercè la sua bellezza originò il canto, il quale consuonando e rispondendo alle interne emozioni della psiche, fu adoperato come espressione artistica dell’affetto, dando luogo ai diversi sistemi musicali delle passate generazioni.