Giacomo Lauri-Volpi
Temperamento e voce
Pensiero, volontà, coscienza e sensibilità collaborano nello sviluppo dell’essere, impegnato nello sforzo di compenetrazione con l’opera d’arte. Nessuna nota va emessa se prima non è pensata, voluta e sentita.
Poiché ogni nota è la base della successiva; e la prima, non appena pensata e sentita, si riscatta da muscoli e nervi per essere scoccata nello spazio, come freccia lo abbiamo detto- sulla corda tesa d’un arco. E l’arco è l’essere, inteso come pensiero e volontà. Il concetto drammatico della vita organica e del meccanismo vocale si estende al non meno drammatico concetto della liberazione della voce, contemplata come creatura vivente, con il suo corpo e la sua anima.
L’artefice, educandola a rispondere alla minima eco d’un soffio, a vibrare all’alitare d’un pensiero, e a folgorare negli squilli della passione eroica, dà forma ad un nuovo essere, che nasce dal suo cervello come Minerva dalla mente di Giove.
Perché la voce è figlia d’intelligenza e s’incarna nel suono per virtú misteriosa di riflessi. Nata cosí dal mondo del divino e cresciuta nella vita corporea, dovrà svilupparsi nella lotta per riacquistare la libertà di quel mondo dal quale discese. È inevitabile che il processo evolutivo le infonda ansia di armonia e letizia infinita nello scoprire in sé rapporti con Dio e con la Natura, practicando una via che di solito conduce a mete molto diverse.
L’uomo melodico è una nota musicale in cui la fondamentale è Dio e gli armonici le stelle. Le armonie planetarie cantano relazioni e rivelano affinità con la natura delle cose: affinità e relazioni, evidenti nel microcosmos umano, quali risonanze fisiologiche che la voce nata, come Adamo, dal fango e dal soffio, denuncia nella sua struttura e nella sua funzione.
Testo estratto da Misteri della voce umana, Giacomo Lauri-Volpi, Milano, 1957.
Trascrizione a cura di Miguel Ángel Ortega.
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