Lilli Lehmann: lo studio del canto
Prima che potessimo osservare ulteriori dettagli, la signora Lehmann apparve sulla soglia, venne verso di noi e ci salutò cordialmente.
Prima che potessimo osservare ulteriori dettagli, la signora Lehmann apparve sulla soglia, venne verso di noi e ci salutò cordialmente.
Il signor James Huneker, in una delle sue serie di articoli intitolata “With the Immortals” (Con gli immortali), pubblicata sul New York World, caratterizza così, nel suo stile inimitabile, Victor Maurel.
Di quello adunque, che possa essere, con maggiore o minor grazia intonato nella maniera detta, se ne può fare esperienza nelle soprascritte note con le parole sotto Con mio deh non languire…
Ne i quali, così ne madrigali come nelle arie, ho sempre procurata l’imitazione de i concetti delle parole, ricercando quelle corde più e meno affettuose, secondo i sentimenti di esse…
Se gli studi della musica fatti da me intorno alla nobile maniera di cantare, dal famoso Scipione del Palla mio maestro appresa, et altre mie composizioni di più madrigali et arie, composti da me in diversi tempi, io non ho fino ad ora manifestati…
Tutte le Arti, e tutte le Scienze ci offrono l’imponente spettacolo di un progresso costante verso una perfezione veramente assoluta, però è rincrescevole che in questo mirabile accordo dell’umana intelligenza si debba deplorare la presenza di una dissonanza tanto spesso ripetuta. […]
I progressi degli scolari dipendono più dalla cura coscienziosa portata negli studi, che dal numero di ore impiegate nell’esercitarsi, ma conviene aggiungere che, per non rendere infruttuosa questa affermazione, è necessario prendere anche una via di condotta molto razionale, per quanto riguarda l’ordine degli esercizi.
Ben di sovente fu detto, nulla darsi di più effimero della gloria de’ virtuosi, ed in ispecial guisa di quella de’ cantanti, e che un filosofo ha giustamente definito non essere, che una nuvoletta di fumo, la quale fa piangere.
Non ho la pretesa che un cantante, studiando questo mio libro riesca meglio di quello che potrebbe studiandone un altro, però credo che per l’ordine dello studio, per il modo con cui ho esposto le nozioni dell’impostazione e dell’emissione della voce, e in generale per i principi sui quali ho basato lo studio del canto, possa essere utilissimo, in ispecie agl’insegnanti, e servire come guida nell’educazione della voce.
Niuna cosa inanimisce più ad offerire altrui eziandio i piccioli doni che la gratitudine di chi talora si è degnato riceverli. V. S. Illustrissima si compiacque sempre di favorire e gradire non dirò i doni. […]