Enrico Delle Sedie
Dei movimenti della laringe III
Il velo del palato si alza in senso opposto a quello della laringe, cioè rimonta secondo l’elevazione del suono, mentre che la laringe, per dare alla voce un timbro omogeneo e facile, deve discendere nel medesimo ordine.
Prima di terminare questa dimostrazione è necessario premunire l’allievo contro l’abbassamento troppo accentuato della mascella inferiore, principalmente nelle emissioni dei suoni acuti.
Questo allontanamento smisurato delle mascelle restringe considerevolmente l’istmo della gola, e per conseguenza l’ampiezza delle vibrazioni del suono.
La bocca si apre naturalmente più per l’emissione dei suoni acuti; occorre pertanto che lo scostarsi delle mascelle non sia troppo esagerato, onde evitare gl’inconvenienti che ne potrebbero risultare, cioè primieramente un’alterazione del timbro della voce, nonché un’emissione penosa e forzata; inoltre un aspetto sgraziato della fisonomia.
Se la mascella inferiore si abbassa fuor di misura, la lingua e la laringe in seguito a ciò devono ascendere secondo le medesime proporzioni stringendo il canale della gola; la voce dovrà allora echeggiare nella faringe ed uscire quasi intieramente dalle narici; in questo caso, il timbro diventa oscuro, nasale, gutturale, appannato e strozzato.
Dicemmo già che per rendere il suono vocale flessibile, spontaneo e rotondo, è necessario secondare i movimenti naturali della laringe e quelli del velo del palato, i quali agiscono simultaneamente, in ragione diretta dell’altezza del suono; è dunque evidente che l’apertura esagerata della bocca è nociva all’emissione facile del suono vocale.
Testo estratto da Estetica del canto e dell’arte melodrammatica, Enrico Delle Sedie, Livorno, 1885.
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