Enrico Delle Sedie

Dei timbri della voce

La voce umana si divide in due categorie: la voce articolata e la voce modulata. La prima consiste nella parola, la seconda costituisce il canto; questa è più sovente associata alla parola, ma l’articolazione non le è indispensabile. Più oltre ci occuperemo di quest’ultima; per ora limitiamo le nostre osservazioni allo studio analitico della voce modulata perchè da questa dipende l’emissione facile e corretta del suono vocale rispetto alla declamazione cantata.

La questione dei timbri della voce è estremamente complessa poichè bisogna osservare:
1.º I due timbri principali conosciuti sotto il nome di timbro oscuro o voce oscura e timbro chiaro o voce chiara.
2.º I timbri particolari ad ogni voce ed i caratteri che permettono di distinguere gli uni dagli altri.
3.º I timbri che costituiscono la condizione fonica relativa ai gradi di acuità della voce, già esaminati alla Lezione VII.
4.º Le gradazioni intermedie fra i dieci tipi che abbiamo esaminati, i quali sono sottoposti alle esigenze degli accenti dati alle parole, che ci obbligarono a segnalare ogni movimento degli organi vocali inerenti a questi medesimi tipi.
5.º I timbri speciali voluti dall’espressione della parola associata al sentimento, e del rapporto coi gradi relativi d’acuità dati al suono. (Osservazione fatta alla Lezione V)
6.º Le inflessioni date ai timbri della voce per esprimere con verità le emozioni dell’anima essendo evidente che l’amore, l’odio, il dolore, il piacere, il lamento, il rimprovero, la preghiera, la minaccia, ecc; possono essere espressi con un timbro di voce invariabilmente uniforme.

I più eminenti fisiologisti hanno studiato la questione dei timbri, che si unisce alla formazione dei timbri generali degli strumenti di musica, compresi quelli della voce umana.

Questo studio ha dato luogo a diverse opinioni, che fra loro non vanno sempre d’accordo; però venne riconosciuto che nella voce umana esistono due timbri principali; il timbro oscuro ed il timbro chiaro. L’accordo sulle cause della formazione di questi timbri non è unanime. Onde informare per quanto sia possibile l’allievo su questo punto di grandissima importanza, resumiamo brevemente le opinioni diverse che fra loro più si avvicinano.

L’ erudito MÜLLER e il Prof. BATAILLE sono d’opinione che il timbro oscuro è prodotto unicamente dal calare della laringe, donde si può dedurre che il timbro chiaro è costituito dal movimento opposto. Il Sig. SEGOND ed il D.r FOURNIÉ fanno osservare che l’immobilità della laringe non può essere esclusivamente il carattere della voce oscura, perchè secondo la loro idea, si può cantare col timbro oscuro quando anche la laringe sia estremamente elevata.

Secondo le osservazioni del D.r FOURNIÉ questo fenomeno risulta primieramente “dall’eco della voce nel canale vocale disposto in maniera che le dimensioni delle cavità sieno estese il più possibile, e gli orifici che limitano queste cavità abbastanza serrati per opporre un ostacolo alla facile sortita dell’aria.”

Così sarebbe ancora la cavità orale con le cavità vicine, che per mezzo dei suoi movimenti determinerebbe le gradazioni dei timbri della voce, provocando il rinforzamento di alcuni armonici del suono medesimo.

L’impiego dei due timbri dei quali abbiamo parlato più sopra, deve restringersi specialmente al dominio dell’espressione ed all’emissione di alcuni suoni acuti; poichè se si usasse esclusivamente uno dei due, si pregiudicherebbe in certi casi la sonorità della voce nonchè la facile emissione dei suoni in generale, sottomettendo nel tempo stesso l’apparecchio vocale ad una fatica considerevole.

Indipendentemente dai due timbri principali, cioè: il timbro oscuro ed il timbro chiaro, uno studio profondo dei timbri generali della voce umana diviene indispensabile onde raggiungere l’unione dei suoni ineguali fra loro, in altri termini, detti note di passaggio da un registro all’altro, e secondo l’espressione del D.r FOURNIÉ “l’amalgama dei timbri generali i quali formano la bellezza e la ricchezza del canto.”

L’importanza di un tale studio non sfugge all’evidenza. Questa teoria che sembra appartenere ad una nuova scuola, fu in pratica presso i nostri antichi maestri di canto; siccome questa scuola è caduta in oblio già da qualche tempo sarebbe necessario risuscitarla, e ciò collo stabilire esercizi e teorie basate sull’ applicazione pratica delle vocali corrispondenti ai suoni della scala vocale.

Questo è lo scopo pel quale fondiamo una scuola di solfeggio che per le sue disposizioni potrà essere eseguita unicamente coll’aiuto delle vocali o timbri corrispondenti alle diverse condizioni foniche della intonazione. HELMHOLTZ dice che la voce umana è lo strumento “il più ricco in gradazioni differenti di timbri, perchè precisamente il linguaggio ha ricorso alle innumerevoli modificazioni del timbro, quando questo vuol caratterizzare le espressioni.”

L’utilità dell’applicazione delle vocali foniche nella scuola di solfeggio è dunque abbastanza evidente; aggiungeremo che questa non impedisce affatto l’educazione completa del musicista; si può anche affermare che quest’ordine didattico aiuta incontestabilmente l’allievo a praticare con successo le condizioni foniche preliminari del suono vocale, le quali sono la base fondamentale dell’insegnamento del canto.

Benchè siasi sovente parlato delle vocali corrispondenti al suono della scala vocale, siamo costretti di ritornarci, per far conoscere che questa teoria presenta difficoltà abbastanza gravi allorchè si tratta di metterla in pratica; le semplici modificazioni riportate alla vocale iniziale dai diversi suoni della scala, sono talmente minime, che se queste non fossero aiutate da apprezzazioni precise e dimostrative l’orecchio vi si perderebbe. L’esatta percezione di queste gradazioni delicate sarà più comodamente diretta dalla dimostrazione pratica del professore; tuttavia è essenziale spiegarla per quanto ci è possibile; però onde giungere a questo scopo ci è mestieri procedure con esempi comparativi.

La voce umana trascorre una serie di suoni nelle sue diverse estensioni: cioè da 4 a 5 ottave, presso a poco. Queste diverse voci offrono dei caratteri particolari: quello della voce di Soprano, quello di mezzo Soprano e quello di Contralto per le voci di donna. Nell’uomo s’incontra quella di Tenore leggero, quella di Tenore grave o Tenore di forza, quella di Baritono e quella di Basso. Ciò che ci permette di distinguere questi diversi caratteri, è il timbro speciale di ciascuna di queste voci; però tutte sono sottomesse nella loro scala rispettiva alle medesime gradazioni della voce tanto rispetto all’acuità, quanto alle inflessioni inerenti all’espressione ed al sentimento.

Le vocali corrispondenti alle condizioni dell’acuità del suono vocale (come le indichiamo nella tavola comparativa qui appresso), sono identicamente le medesime per tutte le voci, senza però tener conto delle leggere modificazioni subordinate al carattere particolare delle voci in se stesse.

Testo estratto da Estetica del canto e dell’arte melodrammatica, Enrico Delle Sedie, Livorno, 1885.

Trascrizione a cura di Miguel Ángel Ortega.

 

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