Beniamino Gigli

Appoggio e sostegno nel canto

Quando la emissione non è corretta può essere a causa di un respiro non bilanciato, un dosaggio o controllo della fuoriuscita di fiato non accurato o inadeguato per sostenere la posizione del tono, quello che induce il cantante di fare ricorso ad un grosso sforzo muscolare.

La base del serbatoio del fiato è il diaframma; e l’esatto dosaggio della fuoriuscita del fiato per produrre, sostenere e alimentare un dato tono secondo l’idea e il volere (pensiero e volontà) del cantante, dipende fondamentalmente dalla corretta azione del diaframma e dall’azione delle costole fluttuanti.

Quando un tono vocalizzato non è ben posizionato, sia esso forte o piano, o quando non è correttamente sostenuto dal fiato, il suono presenta una monotonia e fiacchezza tonale che sicuramente manca di carattere e di qualità comunicative, avendo poca o nessuna espressione ed attitudine.

Con questi toni, specialmente nel canto a mezzavoce, il fiato fuoriesce insieme al flusso tonale, diluendolo e indebolendolo. Come risultato l’intera frase non può essere completata adeguatamente per mancanza di fiato, essendosene perso molto in questo modo, senza giovarne il tono.

Ogni tono deve essere ben posizionato, sostenuto e accordato col resto. È il pensiero e la volontà del cantante che devono contribuire positivamente a questo posizionamento e sostegno tonale.

Senza un posizionamento e sostegno bilanciati nessun tono può in alcun modo avere o essere dotato di colore, accento ed espressione; di conseguenza sarà più o meno morto. Al contrario, ogni tono prodotto deve essere dotato di vita colorata nella giusta misura a seconda delle circostanze drammatiche.

Testo estratto da The voice of the mind, Edgar F. Herbert-Caesari, Londra, 1951.

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